QUANDO NASCE UN BAMBINO, NASCONO ANCHE I GENITORI.
ma chi è, davvero, un genitore?
Quando un bambino nasce.... elemento emozionale. QUID+ mette a disposizione gli strumenti essenziali per acquisire le conoscenze di base e stimolare in modo profondo e completo le intelligenze e la sensorialità dei piccoli nelle varie fasi della loro crescita.
Il bambino presenta paure innate: legate all’immaturità del sistema nervoso (paura dei rumori forti, di cadere, degli oggetti che si avvicinano troppo velocemente), alle ridotte esperienze di vita (paura degli spazi troppo ampi) o legate alla mancanza del senso di permanenza dell’oggetto, ad esempio la paura della separazione.
La percezione dei volti si fa sempre più precisa e dettagliata. La prima manifestazione del movimento è quella di afferrare o prendere. Inizialmente la presa è istintiva: non appena afferra qualche oggetto, prende consapevolezza della mano come strumento che gli ha permesso di compiere quel movimento. Si addormenta in fase di sonno attivo (REM), ossia in quelle fasi di sonno in cui avvengono rapidi movimenti oculari.
Dai 0 ai 4 mesi è la fase della vocalizzazione: il bambino si rivolge al suono della voce e, intorno ai 4 mesi, guarda intensamente la bocca di chi parla.
Fin dalla nascita il bambino riesce a confrontare insiemi che contengono piccole quantità, riconoscendo quelli che hanno una quantità maggiore di elementi.
Il bambino riconosce i comportamenti di vita sociale positivi da quelli negativi. Può riconoscere la varietà delle espressioni emotive per comprendere lo stato interiore proprio e altrui.
Compare il primo dentino, segnale che lo stomaco inizia a digerire i cibi e si può iniziare gradualmente lo svezzamento. Se aiutato, può mettersi seduto e rotolare, iniziando a strisciare dalla posizione a pancia in giù. Prende gli oggetti intenzionalmente, li scuote come sonagli per sperimentare i suoni. Può dormire di media anche 6 ore di fila.
Ha inizio la lallazione, il caratteristico balbettio del bambino che sta imparando a parlare. La lallazione può essere canonica (ghe ghe) oppure variata (Ba ta ba).
Intuisce le quantità e che il numero di oggetti di un insieme può aumentare o diminuire a seconda delle manipolazioni intervenute. Si può iniziare ad allenare il subitizing, ovvero la capacità di discernere le quantità a colpo d’occhio.
La relazione con la figura di riferimento diventa un attaccamento stabile, una base sicura da cui partire per l’esplorazione, causando la paura dell’abbandono e degli estranei.
Il bambino utilizza gesti con significato autonomo per comunicare. Soprattutto attraverso il gattonamento, inizia l’esplorazione autonoma dell’ambiente. Posa tutto il piede per terra e, se aiutato, può muovere i primi passi. L’atto del prendere è diretto dal desiderio (scelta): questo significa che la prensione è intenzionale. Inizia a spostare e muovere gli oggetti. Dorme tutta la notte senza mangiare e fa uno o più riposini pomeridiani.
Il bambino pronuncia le prime parole intenzionali, che possono essere semplicemente bisillabiche, tronche o un’onomatopee. Può arrivare a dire fino a 10 parole e capisce il senso del linguaggio. Tra i 9 e i 12 mesi sviluppa anche la comunicazione non verbale: prima indica, poi saluta, infine batte le mani.
Il bambino distingue con sempre maggiore facilità sequenze di numerosità crescenti e decrescenti.
La personalità del bambino sta per sbocciare. Diventa capace di prevedere il risultato del comportamento che ha pianificato. Può sviluppare la capacità di problem solving.
Il bambino sviluppa il senso dell’ordine: sensibilità all’ordine delle cose e delle loro reciproche posizioni. Inoltre affina sempre di più l’equilibrio: cammina portando oggetti pesanti, cerca appiglio per arrampicarsi e va sulle scale, sperimentando anche la camminata veloce e le prime corse. Importante anche lo sviluppo della mano: le braccia sostengono oggetti pesanti, le mani lo aiutano con la presa ad arrampicarsi, mangia da solo con il cucchiaio e inizia a fare i primi scarabocchi.
Il bambino pronuncia i nomi, parole singole in successione. Al raggiungimento di 50 paroline inizia a unirle, ma ancora senza grammatica. Usa il tono di voce per esprimere le sue emozioni. Utilizza una parola chiave con significato ampio, ad esempio “nana” è la banana ma anche “voglio la banana” o “la scimmia mangia la banana”. Può arrivare a dire fino a 100 parole!
Il bambino acquisisce il senso del sè e nuove emozioni come senso di colpa, vergogna ed orgoglio. Impara a sviluppare il vocabolario emotivo per esprimere al meglio emozioni, sentimenti e desideri. Analizza le relazioni causa-effetto per migliorare la capacità di lettura della realtà. Sviluppa il gioco simbolico, trasformando materiali neutri in oggetti di gioco e associa ai suoni e alla musica dei significati. È in grado di conoscere tutte le persone del suo ambiente. Il pensiero è caratterizzato da egocentrismo, rigidità e irreversibilità.
Il bambino corre e si appoggia agli oggetti con sicurezza. Sviluppa la coordinazione attraverso le esperienze e diventa capace di compiere movimenti complessifondamentali per la sua autonomia (come mangiare, tagliare, abbottonare...). Osserva le azioni di chi ha intorno e tende a imitarle per essere partecipe.
È il periodo esplosivo dal punto di vista dello sviluppo del linguaggio. Il bambino pronuncia frasi composte da 1 o 2 parole, spesso incomplete, prive di verbo e articoli. Poi compare la sintassi, fatta di frasi semplici di 2 a 4 parole, senza articoli e preposizioni. Può arrivare a dire fino a 500 parole.
Con lo sviluppo delle abilità linguistiche, il bambino impara a conoscere anche le parole “numero” (uno, due, tre, ecc.), a pronunciarle nella giusta sequenza e a legarle concettualmente alla quantità. In sintesi impara a contare (counting).
Il bambino modula le proprie emozioni sempre più in accordo con le regole sociali e le verbalizza sempre più accuratamente. Presenta ancora paure legate alla crescita e causate dalla fantasia. Inizia a sviluppare anche paure apprese dalle proprie esperienze di vita, ad esempio quelle legateall’inserimento in un contesto sociale (come la paura dei bulli e delle punizioni di genitori e insegnanti).
La mano è “organo di prensione” dell’intelligenza: il suo sviluppo dipende dalla psiche e dall’intelligenza. Scarabocchia, taglia, incolla, è autonomo nella vestizione e svestizione e a tavola. Lo sviluppo dell’equilibrio prosegue: impara ad andare in bicicletta e a pedalare. L’occhio ormai è sviluppato completamente: si può iniziare ad insegnare a leggere. Le fasi del sonno diventano come quelle degli adulti.
L’abilità del bambino di produrre suoni è quasi completa: la frasi sono più lunghe e strutturate. Ad esempio: “Papà va a lavoro e poi tonna”. Racconta e condivide quanto sperimenta.
Il bambino conta piccoli numeri di oggetti. Riconosce che le parole-numero significano “maggiore di uno”. È bene giocare spesso con conteggi e quantità aumentando a mano a mano la quantità. È in grado di sommare e sottrarre uno.
Il bambino si apre verso gli altri e inizia a sviluppare la “Teoria della mente”. Presenta ancora paure legate alla crescita, ma anche paure apprese dalle proprie esperienze di vita, come quelle legate all’incolumità (paura dei cattivi o dei mostri) o paure apprese da un famigliare (insetti e topi).
Il bambino è capace di usare in modo funzionale uno strumento grafico (es. matita) con una presa a pinza di pollice, indice e medio. Il disegno permette di rappresentarsi e di rappresentare elementi della realtà. Va in bicicletta senza rotelle, salta e sta in equilibrio su un piede solo. Non ha più bisogno di fare sonnellini pomeridiani.
Si perfeziona ulteriormente il linguaggio. Grazie ai giochi con le parole, attraverso le rime, la composizione e scomposizione in sillabe, il bambino mette le fondamenta per le attività di lettura e scrittura.
Possono essere introdotti i concetti di addizione e sottrazione. La mano diventa aiuto per il calcolo: il bambino usa le dita per aiutarsi nell’addizione e nella sottrazione e sviluppa di conseguenza la prima strategia per calcolare, la base su cui si poggeranno tutte le esperienze successive.
Esplosione dell’apertura verso gli altri quando il bambino ha acquisito la capacità di“accettare” che esista il punto di vista dell’altro. – Può presentare paure appreselegate ad esempio all’inserimento in un contesto sociale: paura di essere esclusi oderisi, di non essere capaci, di sbagliare, di parlare davanti agli altri.
Il bambino può imparare agilmente a scrivere in stampatello ed in corsivo. Le abilità di motricità fine sono tanto evolute che può imparare movimenti fini e complessi, come mischiare un mazzo di carte o legarsi le scarpe, al pari di un adulto. Migliora anche la propria coordinazione, tanto da dedicarsi all’apprendimento di specifiche discipline sportive.
Quando arriva alla scuola primaria, il bambino conosce già mediamente 14.000 parole! È pronto per imparare forme verbali irregolari e le regole grammaticali più complesse.
Il bambino è in grado di contare correttamente fino a 40 e oltre. Con l’inserimento nella scuola primaria consolida le sue competenze matematiche, anche attraverso il pieno inserimento della rappresentazione grafica dei concetti matematici.